Parti per l’estero? Ecco cosa succede al tuo Libero passaggio 

13 marzo 2026 — Lettura di 3 min

Stai pensando di lasciare la Svizzera per iniziare una nuova vita altrove? Che sia per un lavoro, un’avventura personale o un nuovo inizio all’estero, c’è un aspetto da non sottovalutare: il tuo secondo pilastro. E più precisamente, cosa succede quando smetti di versare i contributi. 

2° pilastro

Quando lasci il tuo lavoro e non inizi subito una nuova attività salariata in Svizzera, il tuo avere LPP, cioè la tua previdenza professionale, viene trasferito su un conto di Libero passaggio. È una sorta di parcheggio temporaneo per i tuoi averi, in attesa di decidere cosa farne. 

Ma cosa succede se ti trasferisci definitivamente all’estero? Puoi recuperare questo denaro o deve restare in Svizzera? Dipende dalla tua destinazione. Ecco quello che devi sapere. 

Se ti trasferisci in un paese UE o AELS 

Non potrai ritirare tutto il capitale. Il diritto svizzero distingue infatti due parti nel secondo pilastro: 

  • la parte obbligatoria, prevista dalla legge sulla previdenza professionale 
  • la parte sovraobbligatoria, che comprende i contributi o le prestazioni superiori al minimo legale 

Se ti trasferisci in un paese dell’Unione europea o dell’AELS, come Islanda, Norvegia o Liechtenstein, non potrai ritirare la parte obbligatoria. Questa dovrà restare in Svizzera, su un conto di Libero passaggio, fino all’età di riferimento AVS, cioè l’età legale di pensionamento. 
Fa eccezione il caso in cui tu riesca a dimostrare di non essere soggetto a un regime di sicurezza sociale nel paese di destinazione. 

La parte sovraobbligatoria, invece, può essere ritirata a determinate condizioni. È quindi importante informarsi bene presso la tua cassa pensioni o il tuo istituto di Libero passaggio per conoscere esattamente la ripartizione del tuo avere. 

Se ti trasferisci in un paese fuori dall’UE/AELS 

Buone notizie: se lasci la Svizzera per un paese al di fuori dell’UE o dell’AELS, puoi in linea di principio ritirare l’intero secondo pilastro, quindi sia la parte obbligatoria sia quella sovraobbligatoria. 

Questo prelievo è generalmente consentito a condizione di dimostrare che lasci definitivamente la Svizzera, ad esempio con un attestato di partenza, la cancellazione dal registro comunale o un nuovo indirizzo all’estero. 

Attenzione però: il prelievo non è esente da imposte. Dovrai pagare un’imposta alla fonte sul capitale, detta imposta di uscita. L’aliquota dipende dal cantone in cui ha sede la tua fondazione di Libero passaggio. 
Il lato positivo è che questa imposta è spesso moderata rispetto a una tassazione ordinaria sul reddito. 

Alcuni espatriati scelgono persino il cantone di domiciliazione del conto per ottimizzare questa imposta di uscita. Ad esempio, cantoni come Svitto o Zugo applicano aliquote più vantaggiose rispetto a Ginevra o Vaud. Una strategia utile da conoscere. 

Il consiglio Pilla: anticipa e informati 

Prima di fare le valigie, prenditi il tempo di informarti con precisione sulle regole fiscali e sulle condizioni di prelievo. Ogni paese ha le proprie specificità: tassazione dei capitali esteri, convenzioni contro la doppia imposizione, obblighi di dichiarazione. 
Un prelievo troppo rapido o mal pianificato potrebbe farti perdere vantaggi fiscali e quindi denaro. 

Pensa anche a cosa vuoi fare con questo capitale: ritirarlo per utilizzarlo subito? Trasferirlo su un conto estero? Oppure lasciarlo in Svizzera e investirlo tramite un conto di Libero passaggio? Tutte queste opzioni esistono, a patto di conoscerne bene le implicazioni. 

Da Pilla siamo qui per aiutarti a fare chiarezza, confrontare gli scenari possibili e scegliere la soluzione più adatta al tuo progetto di partenza. L’obiettivo è uno solo: permetterti di partire sereno, senza lasciare il tuo secondo pilastro al caso. 

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